Il parco fotovoltaico di Lanciano, in funzione dal mese di Aprile 2011 in località Cerratina a contrada Serre, si estende su un territorio di dieci ettari di terreno. L’impianto ha una potenza di 4 MWp, che consente:
Il biogas, costituito prevalentemente da metano (almeno il 50%) ed anidride carbonica, si produce in seguito ad un processo batterico di fermentazione anaerobica di materiale organico di origine vegetale ed animale.
La legislazione fa riferimento ai “gas di discarica”, ai “gas residuati dai processi di depurazione” ed al “biogas”.
La loro classificazione normativa evidenzia la molteplicità di matrici organiche da cui il biogas può essere prodotto: rifiuti conferiti in discarica ovvero frazione organica dei rifiuti urbani, fanghi di depurazione, deiezioni animali, residui colturali, scarti organici agro-industriali, scarti di macellazione, ecc…
Il biogas ha un ottimo potere calorifico che, grazie al notevole contenuto di metano, si presta ad una valorizzazione energetica per combustione diretta, realizzata in caldaia per sola produzione di energia termica; in motori accoppiati a generatori, invece, per produzione di energia elettrica e termica.
Nello specifico, il biogas prodotto dalla degradazione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani conferiti in discarica, viene aspirato mediante un sistema di captazione costituito da pozzi di estrazione verticali e trincee perimetrali.
Ogni elemento di captazione è collegato da una tubazione (linea secondaria) ad uno dei collettori secondari o principali posti sul perimetro della discarica che hanno la funzione di regolare il flusso di captazione mediante apposite valvole e sistemi di monitoraggio. Il gas viene quindi convogliato verso la centrale di estrazione per mezzo di tubazioni (linee primarie), interrate sul perimetro della discarica.
Il cuore della centrale di estrazione è costituito da un aspiratore in grado di applicare la necessaria depressione a tutta la rete di captazione del biogas e fornire, contemporaneamente, la pressione necessaria al biogas per alimentare i gruppi elettrogeni e/o le torce.
L'impianto di produzione di energia elettrica è costituito da un gruppo elettrogeno e dall'impianto elettrico di trasformazione della tensione.
L’energia elettrica prodotta, una volta trasformata da bassa a media tensione tramite apposite apparecchiature, viene immessa nella rete di distribuzione e, quindi, utilizzata dalle utenze.
Realizzata nel 1994 ed in esercizio dal 1995, la discarica consortile è classificata come “discarica per rifiuti non pericolosi” (ex categoria
1A) ed è suddivisa in 3 lotti, per una capacità complessiva di oltre 2.000.000 di metri cubi.
La discarica, in linea con la Direttiva comunitaria 1999/31/CE recepita in Italia con il D.Lgs 36/2003, è stata realizzata adottando tutti
i requisiti tecnici necessari alla salvaguardia delle matrici ambientali interessate (acqua, aria, suolo e sottosuolo).
La caratteristica intrinseca e distintiva dell’impianto è la sua barriera geologica naturale a bassissima permeabilità, costituita da un
banco di argilla grigio–azzurra del tardo pleistocene dello spessore di centinaia di metri (componente naturale), completata, sia sul
fondo che sugli argini, con teli sintetici in PEAD dello spessore di 2 mm (componente artificiale) e con il sistema di drenaggio del
percolato (componente costruita).
La discarica è dotata altresì di un impianto di captazione e recupero del biogas con produzione di energia elettrica, di una rete di
raccolta e pretrattamento delle acque meteoriche e di opere accessorie quali: fabbricato ufficio, impianto di pesatura, ufficio pesa,
centralina meteorologica, etc..
Attualmente l'impianto serve 53 Comuni della Provincia di Chieti (ca. 150.000 abitanti), produttori privati ed altri Comuni della Regione
Abruzzo in regime di ordinanza, per un conferimento medio di ca. 100.000 tonnellate/anno.
Il biogas, costituito prevalentemente da metano (almeno il 50%) ed anidride carbonica, si produce in seguito ad un processo batterico di fermentazione anaerobica di materiale organico di origine vegetale ed animale.
La legislazione fa riferimento ai “gas di discarica”, ai “gas residuati dai processi di depurazione” ed al “biogas”. La loro classificazione normativa evidenzia la molteplicità di matrici organiche da cui il biogas può essere prodotto: rifiuti conferiti in discarica ovvero frazione organica dei rifiuti urbani, fanghi di depurazione, deiezioni animali, residui colturali, scarti organici agro-industriali, scarti di macellazione, ecc… Il biogas ha un ottimo potere calorifico che, grazie al notevole contenuto di metano, si presta ad una valorizzazione energetica per combustione diretta, realizzata in caldaia per sola produzione di energia termica; in motori accoppiati a generatori, invece, per produzione di energia elettrica e termica.
Nello specifico, il biogas prodotto dalla degradazione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani conferiti in discarica, viene aspirato mediante un sistema di captazione costituito da pozzi di estrazione verticali e trincee perimetrali.
Ogni elemento di captazione è collegato da una tubazione (linea secondaria) ad uno dei collettori secondari o principali posti sul perimetro della discarica che hanno la funzione di regolare il flusso di captazione mediante apposite valvole e sistemi di monitoraggio. Il gas viene quindi convogliato verso la centrale di estrazione per mezzo di tubazioni (linee primarie), interrate sul perimetro della discarica.
Il cuore della centrale di estrazione è costituito da un aspiratore in grado di applicare la necessaria depressione a tutta la rete di captazione del biogas e fornire, contemporaneamente, la pressione necessaria al biogas per alimentare i gruppi elettrogeni e/o le torce.
L'impianto di produzione di energia elettrica è costituito da un gruppo elettrogeno e dall'impianto elettrico di trasformazione della tensione. L’energia elettrica prodotta, una volta trasformata da bassa a media tensione tramite apposite apparecchiature, viene immessa nella rete di distribuzione e, quindi, utilizzata dalle utenze.
L'impianto di trattamento meccanico dei rifiuti è stato realizzato nel 2005 nell'ambito di un opificio industriale di circa 1.000 mq. Il lay-out impiantistico, progettato nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia, si articola in quattro diverse fasi. In una prima fase di ricezione, i rifiuti in ingresso vengono scaricati in una camera all'interno dell'impianto di trattamento per poi essere prelevati e trasportati in un trituratore (fase di triturazione).
Successivamente, con la vagliatura, il materiale triturato viene separato ulteriormente in due distinte frazioni: una frazione secca (materiale leggero con tasso di umidità inferiore al 5%) ed una frazione umida (materiale pesante con tasso di umidità superiore al 50%).
Infine, con il caricamento, le due frazioni provenienti dalla vagliatura vengono movimentate e poste all'interno di due semirimorchi autocompattanti. La compattazione attribuisce al rifiuto la possibilità di essere movimentato più agevolmente, impegnando un minor volume nella successiva fase di conferimento.
Il parco fotovoltaico di Lanciano, in funzione dal mese di Aprile 2011 in località Cerratina a contrada Serre, si estende su un territorio di dieci ettari di terreno. L’impianto ha una potenza di 4 MWp, che consente:
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